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L’ENERGIA DEL LEGNO

Chi pensava che accendere il fuoco fosse una cosa da ragazzi ha sicuramente cambiato idea dopo aver seguito la lezione L’energia del legno che il prof. De Mezzo ha presentato, con il contributo delle allieve Beatrice Agata e Silvia Casale nel terzo dei sei appuntamenti di Lezioni aperte - Il piacere della conoscenza dell’ISIS Magrini Marchetti.
Certo, non è difficile ottenere un po’ di fiamma ma perché il legno possa sprigionare tutto il potere calorifico senza inquinare è necessario sapere che è importante non solo la piena efficienza della stufa ma anche che la legna sia ben secca, stagionata, non sia fredda, sia pulita e di piccole dimensioni, sfatando il luogo comune secondo il quale un pezzo bello grande produce più calore. Per ridurre le emissioni nocive è infatti necessaria una buona combustione. Il colore chiaro della fiamma, la brace rosso intenso, la cenere fina e grigia sono segnali di una buona combustione; la presenza di fumi indica invece che la combustione non è completa e la conseguente emissione di sostanze nocive nell’aria. Il potere calorifico non varia tanto in base al tipo di legno quanto dal suo contenuto idrico: se ben essiccato il pioppo non differisce in modo significativo dall’abete rosso.
Il prof. De Mezzo ha fornito quindi utili consigli per chi ama il calore della fiamma, ricordando che anche il momento dell’accensione è importante perché è la fase più delicata se si vogliono evitare emissioni nocive: va evitata la carta da giornale e da imballaggio; va invece usato un innesco di lana di legno impregnata di cera posto sulla sommità di un castelletto di legna.
Insomma, attenti al fuoco!

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