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CON L’ASTRONOMO NANDO PATAT

Pochi giorni fa circa 200 studenti delle classi prime del Magrini Marchetti hanno incontrato l'astronomo Nando Patat, direttore dei Programmi Osservativi presso l’ESO (Organizzazione Europea per la Ricerca Astronomica) con sede a Monaco di Baviera. L’illustre ospite ha tenuto loro una conferenza presso l’auditorium dell’I.S.I.S. D’Aronco, guidandoli in un emozionante “viaggio” nell’universo, tra le immagini di nebulose e galassie catturate dai più importanti telescopi, in particolare quelli di Cerro Paranal in Cile.  Lo scienziato ha poi illustrato con immagini e filmati  il progetto ELT (Extremely Large Telescope), il più grande telescopio della Terra ora in costruzione sulle Ande cilene. Lo strumento, nella cui realizzazione è coinvolta anche l’azienda friulana Cimolai, spingerà i confini della nostra geografia ai limiti più estremi. Nando Patat in modo chiaro ed efficace ha descritto le caratteristiche di ELT, la sfida tecnologica che esso rappresenta e le promesse scientifiche che porta con sé. Chiaro e significativo anche il messaggio finale agli studenti: “Sappiate individuare i vostri sogni e studiate con impegno e determinazione per raggiungerli”.
Ma chi è Nando Patat?
Originario di Artegna, ha studiato sugli stessi banchi dei ragazzi che lo hanno ascoltato, all’allora liceo Magrini di Gemona. Si è quindi laureato a pieni voti in Astronomia all’Università di Padova. Con una borsa di studio è approdato all'ESO in Germania, dove ha conseguito il Dottorato di Ricerca. Ha lavorato in Cile con il telescopio da 3,6 metri di Cerro La Silla. Dal 2000 è entrato a far parte dello staff internazionale dell’ESO, prima come astronomo associato, poi come astronomo ordinario. Dal 2011 Nando Patat ricopre il ruolo di Direttore dell’Ufficio dei Programmi Osservativi dell’ESO, coordinando la selezione dei progetti scientifici.
Nelle sue ricerche si è occupato principalmente di supernovae, cioè stelle in fase esplosiva. Ha lavorato con i maggiori esperti mondiali di supernovae in Europa, Stati Uniti, Russia, Australia e Giappone, dove ha tenuto lezioni e seminari. Durante la sua attività di ricerca ha utilizzato i più grandi telescopi della Terra. Ha al suo attivo oltre 150 pubblicazioni su riviste specialistiche di astronomia e astrofisica, con oltre diecimila citazioni. È membro dell’Unione Astronomica Internazionale e di varie commissioni astronomiche. Alla ricerca affianca un’intensa attività divulgativa, tenendo ogni anno numerose conferenze pubbliche e lezioni nelle scuole superiori.
L’astronomo, che è figlio dello scultore Giovanni d’Artegna, ha mantenuto sempre viva la passione per l’arte, realizzando nel 2008 lo spettacolo “L’Ombra della Terra” che propone un originale mix di musica, teatro e scienza. Nel 2018 ha messo in scena ad Artegna “Con gli occhi di Galileo”.

 

 

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